La sorpresa, in cucina, sta nel sapersi prendere dei rischi. Persino le salse pure come il pesto possono essere rivisitate con estrema creatività. L'importante è comprenderne l'essenza e scomporla nelle sue componenti primarie, un po' come facevano i divisionisti con la luce, solo dopo, scelgo quale microelemento voglio rendere protagonista. A volte è una questione di ingredienti, altre di colore, altre di profumo. Questo è il segreto per ripensare un piatto in cento modi diversi.


Amo andare al cuore del sapore.
Lo assaggio, lo studio,
lo immagino. Poi cucino.

  • Immagine carosello 1
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Ingredienti

  • Trofie fresche 350 g
  • Parmigiano reggiano grattugiato 30 g
  • Pecorino sardo grattuggiato 20 g
  • Pinoli 12 g
  • Foglie di basilico 25
  • Aglio
  • Olio extravergina di oliva
  • Sale grosso
  1. Lavate e asciugate il basilico. Pestate nel mortaio alcune foglie, aggiungendo via via le altre, in questo modo sarà più semplice sminuzzarle.
  2. Aggiungete i pinoli, pochi alla volta, quindi uno spicchio di aglio a fettine e un pizzico di sale grosso. Riducete in poltiglia gli ingredienti.
  3. Unite i formaggi e mescolate bene. Versate a filo 40 g di olio, lavorando il pesto finché non sarà omogeneo e di una consistenza compatta.
  1. Portate a cottura la pasta in acqua bollente salata. Diluite il pesto con un cucchiaio di acqua di cottura per renderlo più cremoso, poi scolate la pasta e conditela con il pesto, completando a piacere con foglie di basilico intere e formaggio appena grattugiato.
  2. Il pesto perfetto, idealmente, richiede foglie di basilico di Pra’ (prodotto Dop), un quartiere di Genova, olio extravergine di oliva della Riviera Ligure, delicato, e aglio di Vessalico (Imperia), meno forte e più digeribile. Ma fondamentale è l’utilizzo del mortaio e del pestello.